• Stefania Bonura

A caccia di collezioni egizie: un tour alternativo in Europa

Aggiornamento: set 23


Mappa dei principali musei egizi in Europa
Principali musei egizi in Europa. Credit: Stefania Bonura

Un invito al viaggio e una guida alternativa per le capitali europee.


Tema e scopo del tour è la ricerca di antichità egizie, ovvero di collezioni d'arte e di reperti antichi, provenienti quasi tutti dalla terra del Nilo, e portati in questo nostro continente fin da tempi remoti, dai Greci e dai Romani in primo luogo, da avventurieri e collezionisti successivamente, da diplomatici, istituzioni museali, università ed egittologi infine. La verità è che fino al 1858 - quando il pascià Mohamed Alì, su spinta dell'archeologo francese Auguste Mariette, fondò il Service des Antiquités per porre un freno alle razzie e salvaguardare il patrimonio culturale egiziano - gli scavi irregolari e gli atti predatori erano all'ordine del giorno in Egitto, quasi fosse una miniera d'oro da sfruttare fino al suo esaurimento. Queste razzie dipendevano e contemporaneamente alimentavano un crescente mercato nero di antichità, le quali finivano quasi sempre nei palazzi d'Europa. Molti di questi pezzi, per così dire "trafugati", furono fortunatamente in seguito donati dai ricchi proprietari ai musei statali, pertanto è oggi possibile per tutti noi ammirarli.


Propongo qui un itinerario europeo a caccia di antichità egizie. Inizierò con quattro paesi che ospitano le più importanti collezioni egizie in Europa, ovvero l'Italia con i Musei Egizi di Torino e di Firenze, la Francia con il Louvre, la Germania con il Museo Egizio, l'Inghilterra con il British e il Petrie Museum. L'elenco ovviamente è tutt'altro che esaustivo. Mancano all'appello moltissimi paesi e tanti altri musei o collezioni all'interno di questi. Pertanto, verrà di volta in volta arricchito e approfondito con successivi articoli, fino ad arrivare a una mappa abbastanza completa.


In questo articolo parleremo dei due più importanti musei italiani.


Ostrakon della ballerina - Immagine CC 2.0 Museo Egizio di Torino


Museo Egizio di Torino

Come compare anche sul sito del museo, la città di Torino venne definita da Jean François Champollion come la tappa obbligata per la via che conduceva a Tebe e a Menfi. Lo studioso vi arrivò nel 1824 subito dopo aver scoperto la chiave di decifrazione dei geroglifici, e in preda a una smania di traduzione, che gli avrebbe consentito di testare e migliorare il suo alfabeto. Torino fu per lui una manna dal cielo visto che dovette attendere prima di riuscire a partire per l’Egitto. Il giorno stesso in cui si ritrovò nelle sale dell’allora Accademia delle Scienze, in cui erano stati raccolti i circa 8.000 pezzi della collezione di Bernardino Drovetti acquistati dal re Carlo Felice, scrisse una lettera al fratello Jacques-Joseph in cui gli comunicava che la collezione andava ben oltre le aspettative.

“Te lo dirò con una sola frase della lingua locale. Questo è cosa stupenda!

Di fronte a sé poteva ammirare sculture colossali in granito e una magnifica collezione di papiri. A questo materiale più tardi si aggiunsero i pezzi provenienti dagli scavi di Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina. Oggi il museo egizio della città sabauda conta circa 30.000 pezzi, la collezione più importante al mondo dopo quella del Cairo, con reperti provenienti da tutto l’Egitto, dall’epoca predinastica al periodo tardo.

Il percorso museale è articolato su più piani ognuno suddiviso per aree tematiche e ordine cronologico. Una delle sezioni più rilevanti, che si trova al primo piano, raggruppa i ricchissimi arredi funebri provenienti dalla tomba inviolata dell'architetto Kha e di sua moglie Merit, scoperta nel 1906 da Schiaparelli nella necropoli tebana dei nobili. Vi sono poi: una sala dedicata agli oggetti rinvenuti dal villaggio operaio di Deir el Medina, una galleria dei Sarcofagi e una scenografica galleria delle divinità e dei re da attraversare ammutoliti come dei sudditi al cospetto di divini e colossali sovrani.

Non c’è spazio qui per elencare tutti gli oggetti d’arte e di vita quotidiana e i documenti che è possibile osservare in questo museo, né per approfondire alcuni di essi. Mi limiterò infatti a citare un’altra delle raccolte di inestimabile valore: i papiri. In questo edificio, infatti, sono conservati alcuni dei papiri più antichi e i più importanti della storia. Il primo fra tutti è il Canone Regio, detto anche Canone di Torino, una lista di re che va dalle origini della civiltà egizia fino alla XIX dinastia, probabilmente stilata durante il regno di Ramses II e considerata la fonte più importante per la ricostruzione storica, dalla quale attinse lo stesso Manetone per la sua Storia d’Egitto. Ma di grande valore sono anche il Papiro dello Sciopero, il Papiro Erotico-Satirico e il Papiro delle Miniere tutti provenienti dall’area di Deir el Medina.


Indirizzo: Via Accademia delle Scienze 6, 10123 Torino

Orari di apertura: Lun 9:00-14:00 / Mar-Dom 9:00-18:30

Info: www.museoegizio.it



Bassorilievo degli scribi - Immagine CC 3.0 Museo Archeologico di Firenze


Museo Archeologico di Firenze - Sezione egizia

Firenze possiede la seconda collezione egizia in Italia per quantità e importanza. I primi oggetti di questa antica collezione furono acquisiti nei primi dell’Ottocento da parte del Granduca di Toscana Leopoldo II. Fu Ippolito Rossellini, partito con la spedizione franco-toscana di Champollion a dare il fondamento più sostanzioso alla costituzione di questa ricca collezione, cui più tardi contribuì anche l'egittologo Ernesto Schiaparelli, sotto la cui direzione fu trasferito nel palazzo della Crocetta, dove era già stato da poco inaugurato il Regio Museo Archeologico. A differenza del Museo Egizio di Torino che ha ormai acquisito un design e una fruizione moderni, questo museo conserva invece tutto il fascino del vecchio museo ottocentesco con le sue vetrine stracolme di oggetti e un pervasivo stile egittizzante. L’esposizione si articola in nove sale e riunisce quasi 14.000 oggetti, dalla preistoria all’epoca greco-romana. All’ingresso della sezione egizia un quadro di G. Angelilli rappresenta i membri della spedizione franco-toscana in Egitto. Al centro si riconoscono J.F. Champollion e I. Rossellini.

Tra i pezzi più importanti di questa collezione vanno annoverati dei rilievi e bassorilievi provenienti dalla splendida tomba di Seti I, in particolare un bassorilievo policromo della dea Maat con la caratteristica piuma che le orna la testa, simbolo di verità e giustizia; un frammento di bassorilievo parietale proveniente dalla necropoli tebana risalente alla XVIII dinastia, in cui sono rappresentati quattro giovani scribi intenti a scrivere sotto dettatura; alcune statuette in calcare di servitori tipiche dei corredi funebri della V dinastia e un carro appartenente a un soldato della XVIII dinastia molto simile da un punto di vista strutturale a quelli ritrovati nella tomba di Tutankhamon, sebbene meno ricco di decorazioni.


Indirizzo: Piazza Santissima Annunziata n. 9b - 50122 Firenze

Orari di apertura: Lun e Mer 8:30-14:00 / Mar e Ven 8:30-19:00 / Gio 14:00-19:00

Info: museoarcheologiconazionaledifirenze.wordpress.com/contatti/


Nel prossimo articolo andremo a Parigi.



Riferimenti bibliografici


Lesley e Roy Adkins, Le chiavi dell'Egitto, Piemme, Casale Monferrato 2000.

A.M. Esposito, M.C. Guidotti (a cura di), Museo archeologico nazionale. La guida ufficiale, Giunti, Firenze 1999.

Museo egizio, Franco Cosimo Panini, Modena 2015.


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