• Stefania Bonura

L’Egitto divino a Milano

Non c’è niente di più entusiasmante e gratificante che andare a vedere una mostra sull’antico Egitto con un nipote di dieci anni! Quasi tutti i bambini sviluppano una curiosità e una passione per l’antico Egitto e per le divinità egizie che difficilmente riservano ad altri argomenti, poi nel tempo questi sentimenti si affievoliscono fino ad esaurirsi. Per quanto mi riguarda, l’infatuazione, da allora, non è mai finita. Ma questa è un’altra storia.



Sotto il cielo di Nut - Locandina mostra
Sotto il cielo di Nut - Locandina mostra Museo civico archeologico Milano

A Milano è possibile approfondire l’intricato universo divino degli egizi presso il Museo civico archeologico, grazie a una mostra, prorogata fino al 30 gennaio 2022, dal titolo Sotto il cielo di Nut. Nut è una importantissima divinità del pantheon egizio e rappresenta, appunto, la volta celeste, il corpo attraverso cui il Sole transita nel suo ciclo diurno e notturno, un percorso di morte e rinascita. Una delle prime immagini in cui ci si imbatte nel percorso espositivo è infatti un disegno a matita della dea Nut realizzato dall’archeologo milanese Luigi Vassalli, morto nel 1887, al quale è anche dedicata una porzione della mostra. In questa immagine la dea è rappresentata come di consueto con il corpo ad arco ricoperto di stelle, sul quale navigano due barche solari.


La dea Nut - Disegno a matita di Luigi Vassalli - Museo civico archeologico Milano - Foto di Stefania Bonura

Spiegare a un bambino di dieci anni il complicatissimo universo divino egizio è davvero un’impresa ardua, tuttavia gli egizi ci vengono incontro, poiché alcune delle raffigurazioni sono estremamente intuitive. Una di queste è proprio la rappresentazione dell’universo secondo la teologia eliopolitana, elaborata cioè da uno dei principali centri di culto egizi che aveva sede a Eliopoli (Iunu, la città sacra al dio sole Ra, che sorgeva nei pressi dell’attuale Cairo). Questa concezione dell’origine del cosmo era molto popolare, probabilmente anche per la sua immediatezza visiva. Atum, il demiurgo, che era una delle manifestazioni di Ra (per semplificare: Atum era il sole al tramonto, così come lo scarabeo Kheper era il sole del mattino), aveva dato vita alla prima coppia divina: il dio Shu (l’aria) e la sorella e sposa Tefnut (l’umidità). Questa coppia aveva a sua volta generato il dio Geb (la terra) e la dea Nut (il cielo), anch’essi gemelli e sposi, dai quali erano infine nati Osiride, Iside, Seth e Nefti. Queste nove divinità formavano l’Enneade sacra che era al principio del mondo. Infatti, si attribuiva all’ultima generazione l’origine dell’Egitto stesso e di chi lo governava.


Enneade eliopolitana
Le immagini delle divinità sono state realizzate da Jeff Dahl – Wikipedia CC BY-SA 4.0

Per tornare alla raffigurazione di Nut, la vediamo arcuata sopra un uomo disteso, il dio Geb. Per gli egizi, infatti, è l’uomo Geb (la terra) che giace sotto la donna Nut (il cielo). Un dato, del resto, che era sotto i loro occhi: il cielo stava sopra la terra! Nell’iconografia egizia, quindi, la dea Nut viene tenuta sospesa in una posizione ad arco dalle braccia del padre, il dio Shu, il quale la spinge verso l’alto in modo che il suo corpo crei una calotta, la volta celeste. Questo gesto è drammatico ma è l’unico modo per impedire che la dea, spinta da passione, si lanci sul corpo dello sposo Geb. Se lo facesse, infatti, toglierebbe il respiro agli esseri viventi. Nut, dunque, segna il limite tra la vita e la morte. Da un lato la vita terrestre, dall’altro il nulla, o per dirla come gli egizi il Nun, l’abisso primordiale, liquido e caotico. Quando Shu con le braccia tese spinge Nut verso l’alto allontana il caos, spinge ai margini il Nun. Il corpo di Nut diventa così un viaggio tra due orizzonti, il punto in cui il sole muore e quello in cui il sole rinasce. E così infatti viene spesso raffigurata, mentre ingoia l’astro solare al tramonto per partorirlo all’alba.


Rappresentazione di Nut, Shu e Geb - Dettaglio del Papiro Greenfield - Immagine di pubblico dominio da Wikipedia - Fonte: "What Life Was Like on the Banks of the Nile", a cura di Denise Dersin

Sotto il cielo di Nut consente di viaggiare attraverso questo bizzarro universo popolato di divinità zoomorfe, antropomorfe e ibride, di approfondire le molteplici e complesse manifestazioni del divino che affollavano l’immaginario egizio attraverso stele, statuine, papiri e oggetti di vita quotidiana, alcuni di grande bellezza. Un commovente babbuino in faïence di epoca tarda con un occhio in vetro e la folta criniera scolpita ai bordi del volto; una piccolissima stele in calcare realizzata dalle mani del “servitore Amenemone”, uno degli artigiani di Deir el Medina, raffigurante “Colei che ama il silenzio”, la dea serpente Meretsegher; una statua in legno dipinto della dea Tauret in posizione eretta, d’attacco, con testa e corpo di ippopotamo, dorso di coccodrillo e zampe di leone, realizzata sempre a Deir el Medina in epoca ramesside; una statuetta di bronzo del dio falco Horo con una cavità interna per contenere una mummia di falco, che compare più avanti con il piccolo becco che esce tra le bende; e ancora mummie di gatti, di pesci, di coccodrilli neonati e persino un minuscolo sarcofago di scarabeo in calcare con una cavità per contenerne la mummia (“quei pazzi adoratori di mostri!”, avrebbe detto Giovenale); un coloratissimo vaso di terracotta che assume le grottesche forme del dio Bes; un papiro funerario contenente estratti del libro dell’Amduat (detto anche Libro di ciò che è nella Duat, l’aldilà egizio); un raffinato sarcofago antropoide con mummia e cassa esterna in legno di sicomoro stuccato e dipinto con teorie di divinità a protezione del defunto.



Mummia di falco
Mummia di falco - Museo civico archeologico Milano - Foto di Stefania Bonura

Questi sono solo alcuni dei reperti in mostra, la maggior parte dei quali fa parte della ricca collezione del Museo civico archeologico di Milano. Alcuni, tuttavia, provengono da altre collezioni come quelle del Museo egizio di Torino, del Museo archeologico nazionale di Firenze, del Museo civico archeologico di Bologna, del Civico museo di antichità “J.J. Winckelmann” di Trieste, del Museo di archeologia dell’Università di Pavia. Il percorso si articola in quattro sezioni: Origine degli dei e del cosmo, Forme degli dei, Comunicare con gli dei, Diventare esseri divini.


Per visitare la mostra:

Civico Museo Archeologico

C.so Magenta 15 - 20123 Milano

Mar-Dom 9-17.30 / ultimo ingresso 16.30

Biglietti: 5€ Intero / 3€ Ridotto / gratuito minori di 18 anni


Per informazioni:

tel. +39 02 88465720

sito: www.museoarcheologicomilano.it


Scarica qui la locandina



Riferimenti bibliografici

Sabrina Ceruti e Anna Provenzali (a cura di), Sotto il cielo di Nut. Egitto Divino (Catalogo della mostra), Officina Libraria, Milano 2020.


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